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	<title>Gomito Archivi | + Performance</title>
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	<description>Centro specializzato in Ortopedia e Riabilitazione a Bassano del Grappa</description>
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	<title>Gomito Archivi | + Performance</title>
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		<title>Borsite gomito: cause, sintomi e terapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[+ Performance]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:39:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[Gomito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai un rigonfiamento o dolore alla punta del gomito? Scopri cos'è la borsite gomito, le cause, i sintomi e i trattamenti più efficaci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/borsite-gomito/">Borsite gomito: cause, sintomi e terapia</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="142" class="elementor elementor-142" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-1064005 e-con e-atomic-element e-div-block-base e-default-div pp-article " data-id="1064005" data-element_type="e-div-block" data-e-type="e-div-block" data-interaction-id="1064005" data-e-type="e-div-block" data-id="1064005">
    			<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="15ed626" data-e-type="widget" data-id="15ed626">Noti un <strong>rigonfiamento gomito</strong> che non era lì prima? Una piccola protuberanza morbida sulla punta del gomito, magari accompagnata da dolore o calore, è il segnale più tipico della <strong>borsite gomito</strong>.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="bb5e4bc" data-e-type="widget" data-id="bb5e4bc">Si tratta di una condizione infiammatoria molto comune, che può comparire dopo un trauma, per appoggio prolungato su superfici dure o in presenza di alcune malattie sistemiche. In questa guida trovi una spiegazione chiara di cos'è, perché si sviluppa, come si riconosce e come si cura.</p>
					<h2 data-interaction-id="7c69dee" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="7c69dee">Cos'è la borsite gomito?</h2>
					<h3 data-interaction-id="d0e6e66" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="d0e6e66">Definizione e anatomica</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="11b7e94" data-e-type="widget" data-id="11b7e94">La <strong>borsite del gomito</strong>, chiamata anche <strong>borsite dell'olecrano</strong>, è l'infiammazione della borsa sinoviale situata sulla punta del gomito, in corrispondenza dell'olecrano dell'ulna. L'olecrano è quella prominenza ossea che senti quando appoggi il braccio su una superficie: è il "vertice" del gomito.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="fa5d310" data-e-type="widget" data-id="fa5d310">In condizioni normali, la borsa sinoviale è una piccola sacca appiattita, quasi invisibile, ripiena di liquido sinoviale. La sua funzione è fare da cuscinetto: riduce gli attriti tra la pelle, i tendini e le strutture ossee sottostanti durante i movimenti del gomito. Quando si infiamma, si riempie di liquido in eccesso, si gonfia e diventa la causa del caratteristico <strong>gomito gonfio</strong> che spesso spinge a cercare una spiegazione.</p>
					<h3 data-interaction-id="c2b6d2c" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="c2b6d2c">Come si differenzia da altre patologie del gomito?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="885f6e6" data-e-type="widget" data-id="885f6e6">Il <strong>gonfiore al gomito</strong> localizzato sulla punta posteriore è il tratto distintivo della borsite, e la differenzia da altre condizioni come l'<a href="https://www.studiopiuperformance.it/epitrocleite-gomito-del-golfista/">epicondilite</a>, che interessa invece il lato interno o esterno dell'articolazione, o la<a href="https://www.studiopiuperformance.it/lussazione-gomito/"> lussazione del gomito</a>, che coinvolge le superfici ossee e i legamenti. Riconoscere la localizzazione esatta del problema è il primo passo per ricevere il trattamento giusto.</p>
					<h2 data-interaction-id="c40db9b" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="c40db9b">Cause principali della borsite al gomito</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="2031d75" data-e-type="widget" data-id="2031d75">La <strong>borsite al gomito</strong> può svilupparsi per ragioni molto diverse tra loro. Le principali sono:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="20de435" data-e-type="widget" data-id="20de435"><ul><li><strong>Trauma diretto sulla punta del gomito:</strong> un colpo forte, una caduta o un urto improvviso possono innescare l'infiammazione della borsa sinoviale in modo acuto.</li><li><strong>Pressione prolungata e ripetuta:</strong> appoggiare i gomiti su superfici rigide per lunghi periodi — un tavolo, una scrivania, un bancone — è tra le cause più frequenti di <strong>borsite gomito</strong> a insorgenza lenta. Questa forma può svilupparsi nell'arco di settimane o mesi, e colpisce spesso chi svolge lavori che richiedono di stare con i gomiti appoggiati a lungo (idraulici, caldaisti, impiegati).</li><li><strong>Infezioni:</strong> tagli, ferite o punture di insetto in prossimità del gomito possono permettere a batteri di penetrare nella borsa sinoviale e infettarla. Questa forma, detta borsite settica, presenta caratteristiche particolari che la rendono riconoscibile.</li><li><strong>Malattie sistemiche:</strong> alcune forme di artrite — come l'artrite reumatoide e la gotta — possono provocare una <strong>borsite arrossata</strong> e dolorante come manifestazione secondaria dell'infiammazione articolare sistemica.</li></ul></span>
					<img fetchpriority="high" decoding="async" class="e-image-base e-default-img pp-img-rounded" data-interaction-id="a8e56e0" data-e-type="widget" data-id="a8e56e0" id="97" src="https://www.studiopiuperformance.it/wp-content/uploads/2026/05/borsite-del-gomito-1.jpg" width="800" height="534" srcset="https://www.studiopiuperformance.it/wp-content/uploads/2026/05/borsite-del-gomito-1.jpg 900w, https://www.studiopiuperformance.it/wp-content/uploads/2026/05/borsite-del-gomito-1-300x200.jpg 300w, https://www.studiopiuperformance.it/wp-content/uploads/2026/05/borsite-del-gomito-1-768x513.jpg 768w" alt="borsite gomito rigonfiamento olecrano"/>					<h2 data-interaction-id="79ac1b1" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="79ac1b1">Sintomi della borsite del gomito</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="f264acc" data-e-type="widget" data-id="f264acc">I <strong>sintomi borsite del gomito</strong> variano in base alla gravità dell'infiammazione e alla sua causa. I segnali più caratteristici sono:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="8cbfedb" data-e-type="widget" data-id="8cbfedb"><ul><li><strong>Rigonfiamento gomito:</strong> è il sintomo più visibile e tipico. Il gonfiore si localizza sulla punta posteriore del gomito e può variare da un piccolo bernoccolo appena percettibile a una tumefazione molto evidente, morbida al tatto. Più il rigonfiamento è marcato, più l'infiammazione è severa.</li><li><strong>Dolore:</strong> il dolore è spesso presente ma non sempre intenso. Tende a peggiorare quando si piega il gomito, quando si preme sull'area gonfia o quando si appoggia la punta del gomito su una superficie. Nei casi lievi, il <strong>gomito gonfio</strong> può essere quasi indolore.</li><li><strong>Rigidità e limitazione del movimento:</strong> nei casi più gravi, il gonfiore e il dolore riducono la capacità di flettere ed estendere completamente il gomito.</li><li><strong>Calore e arrossamento</strong> (<strong>borsite arrossata</strong>): questi segni sono particolarmente evidenti nella forma infettiva. Un gomito caldo, rosso e con pus visibile è un segnale di allarme che richiede valutazione medica urgente, poiché una borsite settica non trattata può diffondere l'infezione nel circolo sanguigno.</li><li><strong>Cisti nel gomito:</strong> in alcuni casi, la borsa sinoviale infiammata viene percepita come una sacca tesa e delimitata che sporge chiaramente dalla punta del gomito. Non si tratta di una cisti nel senso stretto del termine, ma dell'aspetto che la borsa gonfia assume quando il liquido si accumula in modo consistente.</li></ul></span>
					<h2 data-interaction-id="2a45c2a" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="2a45c2a">Diagnosi e trattamenti disponibili</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="43dac04" data-e-type="widget" data-id="43dac04">Nella maggior parte dei casi, la diagnosi di <strong>borsite del gomito</strong> si basa sull'esame clinico e sull'anamnesi: il medico o il fisioterapista osserva il gonfiore, palpa la zona e raccoglie informazioni su come e quando è comparso il problema.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="8715a10" data-e-type="widget" data-id="8715a10">Gli esami strumentali vengono richiesti solo in casi specifici:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="df57c59" data-e-type="widget" data-id="df57c59"><ul><li><strong>Radiografia:</strong> indicata quando si sospetta la presenza di speroni ossei (osteofiti) sull'olecrano, o per escludere fratture in seguito a un trauma.</li><li><strong>Ecografia:</strong> utile per valutare il contenuto della borsa e l'entità del gonfiore.</li><li><strong>Prelievo del liquido sinoviale:</strong> viene effettuato se si sospetta un'origine infettiva o una gotta, per analizzare il contenuto della borsa e identificare batteri o cristalli di urato.</li></ul></span>
					<h2 data-interaction-id="9b49bd2" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="9b49bd2">Come curare la borsite del gomito?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="6c52c49" data-e-type="widget" data-id="6c52c49">Il trattamento dipende dalla causa scatenante e dall'intensità dei sintomi. In quasi tutti i casi si inizia con un approccio conservativo.</p>
					<h3 data-interaction-id="f6e07cc" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="f6e07cc">Riposo e riduzione del carico</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="3638682" data-e-type="widget" data-id="3638682">Il primo passo è eliminare o ridurre la causa del problema: smettere di appoggiare il gomito su superfici dure, interrompere temporaneamente le attività sportive o lavorative che aggravano il <strong>gonfiore al gomito</strong>. L'utilizzo di un cuscinetto protettivo per il gomito è molto utile nelle forme da pressione prolungata.</p>
					<h3 data-interaction-id="edcd465" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="edcd465">Farmaci antinfiammatori</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="8a0f4ef" data-e-type="widget" data-id="8a0f4ef">I FANS (come l'ibuprofene), assunti per via orale o applicati localmente come gel, aiutano a ridurre il dolore e l'infiammazione nelle fasi acute. Vanno sempre assunti su indicazione medica.</p>
					<h3 data-interaction-id="c1590f5" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="c1590f5">Antibiotici</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="badcc32" data-e-type="widget" data-id="badcc32">Sono indicati esclusivamente nelle forme infettive (borsite settica). La terapia antibiotica è essenziale per eliminare i batteri e prevenire la diffusione dell'infezione.</p>
					<h3 data-interaction-id="b09b2a5" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="b09b2a5">Infiltrazione di corticosteroidi</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="337ea2d" data-e-type="widget" data-id="337ea2d">Nei casi in cui i FANS non siano stati efficaci e il dolore persista, il medico può valutare un'infiltrazione di cortisone nella borsa sinoviale. È un trattamento potente ma da usare con cautela per via degli effetti collaterali in caso di uso ripetuto.</p>
					<h3 data-interaction-id="b683d2e" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="b683d2e">Fisioterapia</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="4fcca39" data-e-type="widget" data-id="4fcca39">La <a href="https://www.studiopiuperformance.it/fisioterapia/">fisioterapia</a> ha un ruolo importante soprattutto nella fase di recupero e nella prevenzione delle recidive. Il fisioterapista interviene per ridurre l'infiammazione con terapie fisiche strumentali (tecarterapia, ultrasuoni, laser), per ripristinare la mobilità completa del gomito e per educare il paziente a modificare le abitudini che hanno contribuito allo sviluppo della <strong>borsite del gomito</strong>.</p>
					<h3 data-interaction-id="66245bf" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="66245bf">Chirurgia</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="fec21bb" data-e-type="widget" data-id="fec21bb">Si ricorre all'intervento solo quando le cure conservative non hanno dato risultati sufficienti dopo un periodo adeguato di trattamento. L'operazione prevede la rimozione della borsa sinoviale infiammata. I tempi di recupero sono generalmente di 3-4 settimane. È utile sapere che la borsa sinoviale tende a riformarsi nel tempo nella sua sede originaria, il che rende il follow-up fisioterapico importante anche dopo l'intervento.</p>
					<h2 data-interaction-id="abf3ad3" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="abf3ad3">FAQ: Domande frequenti sulla borsite gomito</h2>
					<h3 data-interaction-id="a65e688" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="a65e688">Cos'è esattamente la borsite al gomito e perché si forma?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="5f987c7" data-e-type="widget" data-id="5f987c7">La <strong>borsite del gomito</strong> è l'infiammazione della borsa sinoviale dell'olecrano, la piccola sacca di liquido che funge da ammortizzatore sulla punta del gomito. Si forma quando questa struttura viene irritata o traumatizzata: per un colpo diretto, per appoggio ripetuto su superfici dure, per un'infezione batterica o in presenza di malattie come la gotta o l'artrite reumatoide.</p>
					<h3 data-interaction-id="702753a" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="702753a">Il gomito gonfio fa sempre male?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="e64d1bc" data-e-type="widget" data-id="e64d1bc">Non necessariamente. Nelle forme iniziali o lievi, il <strong>rigonfiamento del gomito</strong> può essere quasi indolore e l'unico segno evidente è la tumefazione sulla punta del gomito. Il dolore tende a comparire quando si piega il gomito, si preme sull'area gonfia o si appoggia il gomito su una superficie. Nelle forme infettive, invece, dolore, <strong>borsite arrossata</strong> e calore sono quasi sempre presenti e molto evidenti.</p>
					<h3 data-interaction-id="847fd9b" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="847fd9b">Quanto tempo ci vuole per guarire dalla borsite al gomito?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="7394988" data-e-type="widget" data-id="7394988">I tempi dipendono dalla causa e dalla gravità. Le forme lievi da pressione o trauma lieve possono migliorare in 1-3 settimane con riposo e antinfiammatori. Le forme più importanti, che richiedono aspirazione o infiltrazione, possono richiedere 4-8 settimane. La <strong>borsite del gomito</strong> infettiva ha tempi variabili in base alla risposta alla terapia antibiotica. La fisioterapia accelera il recupero e riduce il rischio di recidive.</p>
					<h3 data-interaction-id="1efa219" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="1efa219">La borsite gomito può tornare dopo la guarigione?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="3f76be1" data-e-type="widget" data-id="3f76be1">Sì. Le recidive sono possibili, soprattutto se non vengono eliminate le cause che hanno prodotto il primo episodio. Anche dopo un intervento chirurgico di rimozione della borsa, questa tende a riformarsi nel tempo. Per questo motivo, imparare a proteggere il gomito e modificare le abitudini posturali e lavorative è parte integrante del percorso di cura.Hai un <strong>gomito gonfio</strong> o un <strong>dolore alla punta del gomito</strong> che non passa? In Studio +Performance valutiamo la causa e costruiamo un percorso di trattamento personalizzato, dalla fase acuta alla prevenzione delle recidive.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="3985c3c" data-e-type="widget" data-id="3985c3c"><a href="https://www.studiopiuperformance.it/fisioterapia/">Prenota una valutazione fisioterapica</a> e torna a muovere il gomito senza limitazioni.</p>
		
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		<title>Lussazione del gomito: sintomi, cosa fare e tempi di recupero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[+ Performance]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[Gomito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lussazione gomito: sintomi, cosa fare, diagnosi e tempi di recupero. Scopri come la fisioterapia aiuta a recuperare mobilità e stabilità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="145" class="elementor elementor-145" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-750cab7 e-con e-atomic-element e-div-block-base e-default-div pp-article " data-id="750cab7" data-element_type="e-div-block" data-e-type="e-div-block" data-interaction-id="750cab7" data-e-type="e-div-block" data-id="750cab7">
    			<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="4bf50b5" data-e-type="widget" data-id="4bf50b5">La <strong>lussazione del gomito</strong> è un trauma che si verifica spesso in modo improvviso, nella maggior parte dei casi durante una caduta. È una situazione che può generare molta preoccupazione, perché il dolore è intenso e il gomito appare immediatamente “fuori posto”, con una deformità evidente.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="37bb3ee" data-e-type="widget" data-id="37bb3ee">Nonostante l’impatto iniziale, è importante sapere che, nella maggior parte dei casi, una <strong>lussazione gomito trattata correttamente e seguita da fisioterapia</strong> permette un recupero completo della funzionalità.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="f7fd564" data-e-type="widget" data-id="f7fd564">Comprendere cosa succede, cosa fare e quali sono i tempi di recupero aiuta ad affrontare il percorso con maggiore consapevolezza.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="0ef8c2d" data-e-type="widget" data-id="0ef8c2d">Leggi anche: <a href="https://www.studiopiuperformance.it/epitrocleite-gomito-del-golfista/">Epitrocleite (gomito del golfista): sintomi, cause e come guarire</a></p>
					<h2 data-interaction-id="944528c" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="944528c">Che cos'è una lussazione al gomito?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="bc59458" data-e-type="widget" data-id="bc59458">La <strong>lussazione del gomito</strong> avviene quando le ossa che compongono l’articolazione — omero, ulna e radio — perdono il loro normale allineamento.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="8acd4e1" data-e-type="widget" data-id="8acd4e1">In condizioni normali, queste strutture lavorano insieme in modo stabile, permettendo movimenti precisi di flessione, estensione e rotazione dell’avambraccio. Quando si verifica una lussazione, questo equilibrio viene meno e il gomito “esce dalla sua sede”.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="0f9aea4" data-e-type="widget" data-id="0f9aea4">Dal punto di vista clinico, si tratta di una delle lussazioni più frequenti dell’arto superiore, seconda solo a quella della spalla. Può essere:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="bf7b539" data-e-type="widget" data-id="bf7b539"><ul><li><strong>lussazione semplice</strong>, quando non sono presenti fratture</li><li><strong>lussazione complessa</strong>, quando si associano lesioni ossee o legamentose</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="504867b" data-e-type="widget" data-id="504867b">Questa distinzione è importante perché influenza il percorso di cura e i tempi di recupero.</p>
					<h2 data-interaction-id="0ea2622" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="0ea2622">Quali sono le cause di una lussazione del gomito senza frattura?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="0cd620c" data-e-type="widget" data-id="0cd620c">La causa più comune della <strong>lussazione gomito</strong> è una <strong>caduta con la mano appoggiata a terra</strong>.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="958ca9b" data-e-type="widget" data-id="958ca9b">Si tratta di un riflesso naturale: nel tentativo di proteggersi, si estende il braccio, trasferendo una forza significativa all’articolazione del gomito. Se questa forza supera la capacità di stabilizzazione dei legamenti, il gomito può lussarsi.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="7a0ecfe" data-e-type="widget" data-id="7a0ecfe">Oltre alle cadute, esistono altre situazioni a rischio:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="80bacd6" data-e-type="widget" data-id="80bacd6"><ul><li>traumi sportivi, soprattutto negli sport di contatto</li><li>cadute ad alta velocità (bicicletta, sci, monopattino)</li><li>incidenti stradali</li><li>movimenti forzati o torsioni improvvise del braccio</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="eb5cf46" data-e-type="widget" data-id="eb5cf46">In alcuni casi, una maggiore lassità legamentosa può rendere il gomito più vulnerabile.</p>
					<h2 data-interaction-id="da4bd9c" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="da4bd9c">Quali sono i sintomi di una lussazione del gomito?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="87f7e1f" data-e-type="widget" data-id="87f7e1f">I sintomi della <strong>lussazione del gomito</strong> sono generalmente immediati e facilmente riconoscibili. Il dolore è intenso e compare subito dopo il trauma. Il gomito appare deformato e il movimento è fortemente limitato o impossibile.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="284d82e" data-e-type="widget" data-id="284d82e">Oltre a questi segni evidenti, possono comparire:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="0e8fa8e" data-e-type="widget" data-id="0e8fa8e"><ul><li>gonfiore rapido dovuto al trauma</li><li>difficoltà a muovere il braccio</li><li>sensazione di instabilità articolare</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="f5f59b2" data-e-type="widget" data-id="f5f59b2">In alcuni casi, soprattutto nei traumi più importanti, possono essere coinvolti nervi o vasi sanguigni. Questo può causare alterazioni della sensibilità o della circolazione della mano, segnali che richiedono una valutazione immediata.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="82010c6" data-e-type="widget" data-id="82010c6">Leggi anche: <a href="https://www.studiopiuperformance.it/fisioterapia-bassano-del-grappa/">Fisioterapia a Bassano del Grappa: trattamenti, tecnologie e approccio personalizzato</a></p>
					<h2 data-interaction-id="14822f5" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="14822f5">Cosa fare in caso di lussazione del gomito?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="d9f195d" data-e-type="widget" data-id="d9f195d">In presenza di una <strong>lussazione gomito</strong>, è fondamentale agire correttamente fin da subito.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="2f92399" data-e-type="widget" data-id="2f92399">La prima cosa da fare è <strong>immobilizzare il braccio</strong> ed evitare qualsiasi tentativo di movimento. È importante non cercare di rimettere il gomito in sede autonomamente: una manovra non corretta può causare danni a legamenti, nervi o vasi.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="118a9d2" data-e-type="widget" data-id="118a9d2">La priorità è recarsi rapidamente al pronto soccorso, dove il medico eseguirà la <strong>riduzione della lussazione</strong>, cioè il riposizionamento dell’articolazione. Un intervento tempestivo riduce il rischio di complicanze e migliora il recupero.</p>
					<h2 data-interaction-id="9854388" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="9854388">Come si cura una lussazione al gomito?</h2>
					<h3 data-interaction-id="1165e21" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="1165e21">Diagnosi e trattamento</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="acdabac" data-e-type="widget" data-id="acdabac">Dopo la riduzione, è necessario verificare lo stato dell’articolazione. Le radiografie permettono di confermare che il gomito sia tornato correttamente in sede e di escludere eventuali fratture associate. In alcuni casi possono essere richiesti esami più approfonditi per valutare le strutture legamentose.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="dca02ee" data-e-type="widget" data-id="dca02ee">Il trattamento dipende dal tipo di lussazione:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="3c36529" data-e-type="widget" data-id="3c36529"><ul><li>nelle forme semplici si procede con immobilizzazione breve e riabilitazione</li><li>nelle forme complesse può essere necessario un intervento chirurgico</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="675dd5a" data-e-type="widget" data-id="675dd5a">L’obiettivo è sempre lo stesso: <strong>ripristinare stabilità e mobilità del gomito</strong> nel modo più sicuro possibile.</p>
					<h3 data-interaction-id="1eb0e38" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="1eb0e38">Recupero dopo lussazione gomito</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="f10c718" data-e-type="widget" data-id="f10c718">Dopo la fase iniziale, è normale che il gomito sia rigido, doloroso e poco mobile. Questo succede per due motivi principali:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="e3e9de9" data-e-type="widget" data-id="e3e9de9"><ul><li>il trauma subito dall’articolazione</li><li>il periodo di immobilizzazione</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="91d63f7" data-e-type="widget" data-id="91d63f7">Il recupero avviene in modo progressivo.</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="3f07f81" data-e-type="widget" data-id="3f07f81"><ul><li><strong>Prime settimane</strong>. Nelle prime settimane l’obiettivo è controllare dolore e gonfiore e iniziare a recuperare il movimento in modo graduale. Il movimento viene reintrodotto con cautela per evitare sia rigidità sia sovraccarichi precoci.</li><li><strong>Fase di recupero funzionale</strong>. Successivamente si lavora per migliorare ampiezza di movimento, forza e controllo dell’articolazione. Questa fase è fondamentale per tornare alle attività quotidiane e ridurre il rischio di instabilità o recidive.</li></ul></span>
					<h2 data-interaction-id="94340a0" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="94340a0">Fisioterapia: perché è fondamentale?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="9832685" data-e-type="widget" data-id="9832685">La <a href="https://www.studiopiuperformance.it/fisioterapia/">fisioterapia</a> è il vero punto chiave nel recupero dopo una <strong>lussazione del gomito</strong>. Il problema principale, se non si interviene correttamente, è la rigidità articolare. Il gomito è infatti un’articolazione che tende facilmente a perdere mobilità dopo un trauma.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="0a2c827" data-e-type="widget" data-id="0a2c827">Un percorso fisioterapico permette di:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="9e8fc96" data-e-type="widget" data-id="9e8fc96"><ul><li>recuperare il movimento in modo progressivo</li><li>migliorare la stabilità articolare</li><li>ridurre dolore e infiammazione</li><li>ristabilire la funzionalità completa del braccio</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="14fcdd5" data-e-type="widget" data-id="14fcdd5">Ogni percorso deve essere personalizzato, perché la risposta al trauma varia da persona a persona. <a href="https://www.studiopiuperformance.it/contatti/">Prenota la tua visita in Studio +Performance</a>.</p>
					<h2 data-interaction-id="6b5252e" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="6b5252e">Quanto tempo ci mette a guarire una lussazione al gomito?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="a8499b9" data-e-type="widget" data-id="a8499b9">I tempi di recupero della <strong>lussazione gomito</strong> dipendono da diversi fattori:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="956b8c0" data-e-type="widget" data-id="956b8c0"><ul><li>gravità del trauma</li><li>presenza di lesioni associate</li><li>tempestività del trattamento</li><li>qualità della riabilitazione</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="90b2b63" data-e-type="widget" data-id="90b2b63">Indicativamente:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="85d5169" data-e-type="widget" data-id="85d5169"><ul><li>nelle prime 2–3 settimane si recupera il movimento iniziale</li><li>tra 4 e 6 settimane si torna alle attività quotidiane</li><li>tra 2 e 3 mesi si recupera la forza</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="50fd9d3" data-e-type="widget" data-id="50fd9d3">Nei casi più complessi, i tempi possono allungarsi.</p>
					<h2 data-interaction-id="ef48e8d" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="ef48e8d">Quali esercizi fare in caso di gomito lussato?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="42c18a6" data-e-type="widget" data-id="42c18a6">Gli esercizi sono fondamentali, ma devono essere <strong>eseguiti con gradualità e sotto indicazione di un fisioterapista</strong>. Nella fase iniziale si lavora su movimenti semplici di flessione ed estensione, senza forzare. Successivamente si introducono esercizi più completi per migliorare il controllo e la stabilità del gomito.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="344a54b" data-e-type="widget" data-id="344a54b">Con il progredire del recupero, si inseriscono <strong>esercizi di rinforzo e attività funzionali</strong>, utili per tornare ai gesti quotidiani e sportivi. Ricorda, la progressione è un elemento chiave: anticipare i carichi può rallentare il recupero.</p>
					<h2 data-interaction-id="ab73295" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="ab73295">Domande frequenti sulla lussazione del gomito</h2>
					<h3 data-interaction-id="b758588" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="b758588">Quanto tempo ci vuole per guarire da una lussazione del gomito?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="506e5a9" data-e-type="widget" data-id="506e5a9">Generalmente 4–6 settimane per le attività quotidiane, ma fino a 2–3 mesi per un recupero completo.</p>
					<h3 data-interaction-id="3d1a85d" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="3d1a85d">È normale avere rigidità dopo una lussazione del gomito?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="43ff501" data-e-type="widget" data-id="43ff501">Sì, è molto comune. La fisioterapia è fondamentale per recuperare il movimento.</p>
					<h3 data-interaction-id="655238a" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="655238a">Serve sempre l’intervento chirurgico?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="21813d2" data-e-type="widget" data-id="21813d2">No, la maggior parte delle lussazioni viene trattata in modo conservativo.</p>
					<h3 data-interaction-id="abf3e3f" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="abf3e3f">Quando iniziare la fisioterapia?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="a53f8a2" data-e-type="widget" data-id="a53f8a2">Il prima possibile, secondo indicazione medica, per evitare rigidità.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="4ccc9bc" data-e-type="widget" data-id="4ccc9bc">Se hai subito una <strong>lussazione del gomito</strong> o stai ancora avvertendo rigidità e dolore, è fondamentale intervenire nel modo corretto.Presso <strong>Studio +Performance</strong> possiamo accompagnarti con un percorso di <strong>fisioterapia personalizzato per il gomito</strong>, progettato per recuperare mobilità, forza e sicurezza nei movimenti. <a href="https://www.studiopiuperformance.it/contatti/">Prenota una valutazione specialistica</a> e riparti senza dolore.</p>
		
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		<title>Epitrocleite (gomito del golfista): sintomi, cause e come guarire</title>
		<link>https://www.studiopiuperformance.it/epitrocleite-gomito-del-golfista/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[+ Performance]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 08:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[Gomito]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://thegarden.it/staging10/epitrocleite-gomito-del-golfista/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Epitrocleite (gomito del golfista): sintomi, cause, diagnosi e trattamento. Scopri esercizi progressivi, tutore e tempi di recupero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/epitrocleite-gomito-del-golfista/">Epitrocleite (gomito del golfista): sintomi, cause e come guarire</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="149" class="elementor elementor-149" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-b27c402 e-con e-atomic-element e-div-block-base e-default-div pp-article " data-id="b27c402" data-element_type="e-div-block" data-e-type="e-div-block" data-interaction-id="b27c402" data-e-type="e-div-block" data-id="b27c402">
    			<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="f668a61" data-e-type="widget" data-id="f668a61">L’<strong>epitrocleite</strong> (nota anche come <strong>gomito del golfista</strong>) è una delle cause più comuni di <strong>dolore al gomito interno</strong>: può comparire dopo settimane di attività ripetitive (lavoro manuale, palestra, sport) oppure “all’improvviso” quando il carico supera la capacità del tendine di adattarsi.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="fbc9f87" data-e-type="widget" data-id="fbc9f87">In questa guida trovi una spiegazione chiara e professionale di <strong>cos’è l’epitrocleite</strong>, quali sono <strong>cause e sintomi</strong>, cosa aspettarti nei tempi di recupero e quali <strong>esercizi</strong> hanno senso nella riabilitazione.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="43f59a8" data-e-type="widget" data-id="43f59a8">Potrebbe interessarti anche: <a href="https://www.studiopiuperformance.it/epicondilite-sintomi-cause-e-trattamenti-efficaci/">Epicondilite: sintomi, cause e trattamenti efficaci</a></p>
					<h2 data-interaction-id="09cb394" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="09cb394">Cos’è l’epitrocleite?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="1bc044f" data-e-type="widget" data-id="1bc044f">L’<strong>epitrocleite</strong> è una condizione dolorosa legata al sovraccarico dei tendini che si inseriscono nella parte interna del gomito. In pratica, i muscoli che aiutano a <strong>flettere il polso</strong> e a <strong>pronare l’avambraccio</strong> (ruotarlo “verso il basso”) tirano ripetutamente sul loro punto di ancoraggio: col tempo, il tessuto tendineo può irritarsi e diventare più sensibile.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="98b8e4c" data-e-type="widget" data-id="98b8e4c">È chiamata anche <strong>gomito del golfista</strong> perché alcuni gesti tecnici del golf riproducono quel tipo di stress. Ma la verità è che può colpire anche chi:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="6f3f920" data-e-type="widget" data-id="6f3f920"><ul><li>lavora con <strong>movimenti ripetuti</strong> di mano e polso (avvitare, sollevare, trasportare),</li><li>si allena con presa intensa (trazioni, rematore, kettlebell),</li><li>pratica sport di racchetta, arrampicata, cross training.</li></ul></span>
					<h2 data-interaction-id="587ef34" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="587ef34">Come capire se è epitrocleite?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="ba81edd" data-e-type="widget" data-id="ba81edd">I <strong>sintomi dell’epitrocleite</strong> sono abbastanza caratteristici. Di solito trovi:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="c9535b6" data-e-type="widget" data-id="c9535b6"><ul><li><strong>dolore localizzato</strong> nella parte interna del gomito (zona epitroclea),</li><li><strong>sensibilità alla pressione</strong> sul “punto” interno,</li><li>dolore che aumenta con: <ul><li><strong>presa forte</strong> (stringere, trasportare),</li><li><strong>flessione del polso</strong> contro resistenza,</li><li><strong>pronazione</strong> (ruotare l’avambraccio) contro resistenza,</li></ul></li><li>rigidità o fastidio “a freddo” all’inizio attività.</li></ul></span>
					<h3 data-interaction-id="504d281" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="504d281">Dove fa male epitrocleite?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="6fb7827" data-e-type="widget" data-id="6fb7827">Spesso il dolore non resta solo sul gomito: può irradiarsi lungo l’avambraccio interno. Se invece compaiono <strong>formicolii</strong> verso anulare/mignolo o perdita di forza “strana”, può essere coinvolto anche il nervo ulnare: qui vale la pena farsi valutare.</p>
					<h2 data-interaction-id="9b3080d" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="9b3080d">Cause comuni dell’epitrocleite</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="fbf6e16" data-e-type="widget" data-id="fbf6e16">Quando si parla di <strong>infiammazione gomito interno</strong>, la parola “infiammazione” è utile per capirsi, ma clinicamente spesso si tratta di una <strong>tendinopatia da carico</strong>: il tendine è irritato perché il lavoro richiesto è più alto di quello che riesce a tollerare in quel periodo.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="82ec9f2" data-e-type="widget" data-id="82ec9f2">Le cause frequenti dell’epitrocleite comprendono:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="1d9af65" data-e-type="widget" data-id="1d9af65"><ul><li><strong>Aumento rapido dei carichi</strong> (sport o palestra): più volume, più peso, più frequenza.</li><li><strong>Presa intensa e ripetuta</strong>: lavori manuali, attrezzi, strumenti, bricolage.</li><li><strong>Tecnica non ottimale</strong>: nel golf, in palestra o negli sport di lancio.</li><li><strong>Recupero insufficiente</strong>: poco sonno, stress, poche pause.</li><li><strong>Rigidità/deficit di spalla e polso</strong>: se il corpo “non distribuisce” bene il carico, il gomito paga.</li></ul></span>
					<h2 data-interaction-id="629c2ae" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="629c2ae">Come capire se è epicondilite o epitrocleite?</h2>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="e645f12" data-e-type="widget" data-id="e645f12"><ul><li><strong>Epitrocleite (gomito del golfista):</strong> dolore <strong>interno</strong> (mediale), legato soprattutto a flessione polso/pronazione e presa.</li><li><strong>Epicondilite (gomito del tennista):</strong> dolore <strong>esterno</strong> (laterale), spesso peggiora con estensione polso/presa in determinate posizioni.</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="939b462" data-e-type="widget" data-id="939b462">Se hai dubbi, una valutazione clinica mirata fa la differenza: non tanto per “dare un’etichetta”, ma per impostare la progressione di carico corretta. <a href="https://www.studiopiuperformance.it/contatti/">Prenota ora la tua visita</a> in Studio +Performance.</p>
					<h2 data-interaction-id="30a900a" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="30a900a">Le fasi dell’epitrocleite</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="41357e8" data-e-type="widget" data-id="41357e8">L’epitrocleite non si presenta sempre allo stesso modo: cambia nel tempo, e capire <strong>in che fase ti trovi</strong> aiuta a scegliere la strategia giusta (e a non aspettarsi risultati irrealistici).</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="0b5cea6" data-e-type="widget" data-id="0b5cea6"><strong>Nella fase iniziale, detta anche “reattiva” o irritativa</strong>, il dolore è spesso “facile da accendere”. Ti basta poco: una sessione di palestra più intensa, una giornata di lavoro manuale o una presa prolungata al PC, e l’interno del gomito si fa sentire subito. In questa fase il punto è spesso molto sensibile al tatto, ma la buona notizia è che, se si interviene presto con una gestione corretta del carico, il miglioramento può essere abbastanza rapido.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="b572f3d" data-e-type="widget" data-id="b572f3d"><strong>Quando invece il problema diventa persistente (tendinopatia consolidata)</strong>, il dolore tende a essere più stabile e prevedibile: non è raro che rimanga un fastidio anche il giorno dopo lo sforzo. Qui la “tolleranza” del tendine è più bassa, quindi anche carichi moderati possono riaccendere i sintomi. In questi casi, il recupero passa quasi sempre da una progressione più strutturata di esercizi: non basta ridurre un po’ l’attività, bisogna ricostruire gradualmente forza e resistenza del tendine.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="6fa1773" data-e-type="widget" data-id="6fa1773"><strong>Infine c’è la forma recidivante</strong>, quella che molti descrivono come “mi passa e poi torna”. Di solito succede quando si riparte troppo presto o si riprende con gli stessi carichi di prima, senza aver davvero recuperato la capacità del tendine di gestire presa e sforzo. Il risultato è un’altalena: qualche giorno va bene, poi basta un gesto o un allenamento per ricominciare da capo.</p>
					<h2 data-interaction-id="006ed6e" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="006ed6e">Come si cura l’epitrocleite?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="85197ff" data-e-type="widget" data-id="85197ff">È importante sapere che<strong> curare l’epitrocleite raramente significa “zero movimento”</strong>. Anzi, nella maggior parte dei casi il riposo totale prolungato porta solo a un miglioramento temporaneo, seguito da una ricaduta appena riprendi le tue attività. Quello che funziona davvero è un mix di interventi, con un obiettivo comune: <strong>ridurre l’irritazione e ricostruire gradualmente la tolleranza del tendine</strong>.</p>
					<h3 data-interaction-id="ecf27e7" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="ecf27e7">Gestione del carico (senza immobilizzare)</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="ce777f0" data-e-type="widget" data-id="ce777f0">Il primo passo è abbassare i carichi che scatenano dolore, ma mantenere comunque un movimento “tollerabile”. In pratica significa fare scelte intelligenti per qualche settimana, senza spegnere completamente la spalla, il gomito e la mano.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="89d7fd6" data-e-type="widget" data-id="89d7fd6">Esempi concreti:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="afd5dea" data-e-type="widget" data-id="afd5dea"><ul><li>per 2–3 settimane riduci (o modifica) ciò che richiede <strong>presa forte</strong>: borse pesanti, trazioni, manubri che “tirano” sull’avambraccio;</li><li>se lavori manualmente, spezza l’attività con <strong>pause regolari</strong> (anche solo 2–3 minuti ogni 20–30 minuti fanno la differenza);</li><li>valuta piccoli aggiustamenti di impugnatura: <strong>manici più spessi</strong>, guanti quando utile, presa meno “aggressiva”.</li></ul></span>
					<h3 data-interaction-id="b82c907" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="b82c907">Gestione del dolore</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="f0b5156" data-e-type="widget" data-id="f0b5156">Per il dolore, spesso le persone cercano un rimedio immediato. Qui è utile distinguere tra ciò che può aiutare nel breve periodo e ciò che, da solo, non risolve.</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="bdf070a" data-e-type="widget" data-id="bdf070a"><ul><li><strong>Ghiaccio o caldo</strong>: possono dare sollievo sintomatico. In genere scegli quello che ti fa stare meglio (non esiste una regola unica).</li><li><strong>Farmaci/antinfiammatori</strong>: possono avere un ruolo in alcune fasi, ma hanno indicazioni specifiche e vanno valutati dal medico, soprattutto se ci sono altre condizioni o terapie in corso.</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="bcae808" data-e-type="widget" data-id="bcae808">In ogni caso, anche quando il dolore cala, il tendine va “rieducato” al carico: altrimenti il problema tende a tornare.</p>
					<h3 data-interaction-id="abae4f4" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="abae4f4">Tutore per epitrocleite: come sceglierlo e come si mette?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="3270e4f" data-e-type="widget" data-id="3270e4f">Il supporto più usato è l’<strong>epiclasp</strong> (o fascia sottogomito). L’idea è semplice: aiutare a “scaricare” parzialmente il tendine durante alcune attività, soprattutto nei periodi in cui non puoi evitare del tutto il carico (lavoro, allenamento, sport).</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="5d3d9e5" data-e-type="widget" data-id="5d3d9e5">Indicazioni pratiche, in modo generale:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="6e6981a" data-e-type="widget" data-id="6e6981a"><ul><li>va posizionato <strong>pochi centimetri sotto il gomito</strong>, sull’avambraccio, non direttamente sul punto osseo dolente;</li><li>deve essere stretto quanto basta per percepirlo, ma <strong>senza formicolii o intorpidimento</strong>;</li><li>va considerato un aiuto <strong>temporaneo</strong>, non una soluzione definitiva.</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="11e9cda" data-e-type="widget" data-id="11e9cda">Una nota importante: il tutore può essere utile soprattutto nel breve periodo, ma il vero “cambio di marcia” lo dà la progressione degli esercizi e la gestione dei carichi.</p>
					<h2 data-interaction-id="f2e9702" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="f2e9702">Il ruolo della fisioterapia</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="aa0b7b1" data-e-type="widget" data-id="aa0b7b1">La fisioterapia serve a rendere il percorso più efficace e più veloce, perché evita tentativi casuali e permette di lavorare in modo mirato. In concreto, il lavoro fisioterapico aiuta a:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="ebb7a38" data-e-type="widget" data-id="ebb7a38"><ul><li>capire quali movimenti e carichi <strong>stanno mantenendo</strong> il dolore (non sempre è ciò che immagini);</li><li>impostare la <strong>dose giusta</strong> di esercizi e attività, senza andare “a tentativi”;</li><li>recuperare forza e controllo di avambraccio e polso, e spesso anche di spalla/scapola (che influenzano molto il carico sul gomito);</li><li>migliorare tecnica e gesti specifici (palestra, golf, lavoro manuale), così da prevenire le recidive.</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="5487fd4" data-e-type="widget" data-id="5487fd4">Nella nostra sede di Bassano del Grappa proponiamo un servizio di fisioterapia all’avanguardia e costantemente aggiornato. Il tuo professionista di riferimento costruirà un percorso personalizzato adatto a te grazie all’aiuto della tecnologia di ultima generazione che ci permette di basare il trattamento su dati oggettivi e di monitorare i miglioramenti passo passo insieme a te. <a href="https://www.studiopiuperformance.it/fisioterapia/">Prenota ora la tua visita</a>.</p>
					<h2 data-interaction-id="9f871ce" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="9f871ce">Domande frequenti sull’epitrocleite</h2>
					<h3 data-interaction-id="505cc68" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="505cc68">1) Come capire se è epicondilite o epitrocleite?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="a9d3c2e" data-e-type="widget" data-id="a9d3c2e">In genere l’<strong>epitrocleite</strong> fa male <strong>all’interno</strong> del gomito, l’<strong>epicondilite</strong> <strong>all’esterno</strong>. La valutazione clinica conferma quale gesto scatena il dolore (presa, flessione/estensione del polso, rotazioni).</p>
					<h3 data-interaction-id="d917879" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="d917879">2) Come capire se è Epitrocleite?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="1fe771d" data-e-type="widget" data-id="1fe771d">Segnali tipici comprendono: dolore puntiforme al gomito interno, fastidio con presa e torsioni, dolore in flessione del polso contro resistenza.</p>
					<h3 data-interaction-id="b841d0a" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="b841d0a">4) Cosa non fare con epitrocleite?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="e669783" data-e-type="widget" data-id="e669783">Evita di “testare” il gomito ogni giorno con prese forti o carichi elevati. Non ha senso immobilizzare a lungo: meglio ridurre i gesti irritativi e inserire esercizi progressivi.</p>
					<h3 data-interaction-id="4ce1eb9" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="4ce1eb9">5) Come si cura l’epitrocleite?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="81d2c7d" data-e-type="widget" data-id="81d2c7d">Di solito con gestione del carico, esercizi di rinforzo graduale e fisioterapia. Il tutore può aiutare nel breve periodo, ma non sostituisce la riabilitazione.</p>
					<h3 data-interaction-id="4f2d479" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="4f2d479">6) Quale tutore per epitrocleite e come si mette?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="aab97e4" data-e-type="widget" data-id="aab97e4">In molti casi si consiglia una fascia sottogomito (epiclasp), utile per <strong>ridurre temporaneamente lo stress sul tendine durante alcune attività</strong>. Il tutore va posizionato pochi centimetri sotto il gomito, sull’avambraccio (non direttamente sul punto osseo dolente), e deve essere stabile ma non troppo stretta: se compaiono formicolii o intorpidimento, va rivalutato l’utilizzo.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="688c701" data-e-type="widget" data-id="688c701">È importante però usarla con criterio: <strong>un utilizzo prolungato del tutore può portare a “scaricare” troppo la zona e rallentare il recupero reale del tendine</strong>, perché non sostituisce la progressione di esercizi e la gestione dei carichi. Per questo è consigliabile <strong>farsi guidare da un fisioterapista o da un medico ortopedico</strong>, così da capire se il tutore è davvero indicato e come inserirlo in un percorso di recupero efficace.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="5380b90" data-e-type="widget" data-id="5380b90">Se il dolore al gomito interno persiste o ti limita nelle attività quotidiane o sportive, puoi prenotare una valutazione presso Studio +Performance: una visita mirata permette di <strong>individuare le cause del sovraccarico</strong> e <strong>impostare un programma di esercizi personalizzato</strong>.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="6703b63" data-e-type="widget" data-id="6703b63"><a href="https://www.studiopiuperformance.it/contatti/">Contattaci</a> per fissare la tua visita e iniziare un percorso riabilitativo su misura!</p>
		
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		<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/epitrocleite-gomito-del-golfista/">Epitrocleite (gomito del golfista): sintomi, cause e come guarire</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
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		<title>Cellule mesenchimali: il trattamento rigenerativo per dolori articolari e muscolari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[+ Performance]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anca]]></category>
		<category><![CDATA[Ginocchio]]></category>
		<category><![CDATA[Gomito]]></category>
		<category><![CDATA[Piede e caviglia]]></category>
		<category><![CDATA[Spalla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri il trattamento con cellule mesenchimali per dolori articolari e muscolari. Terapia rigenerativa efficace, sicura e abbinata alla fisioterapia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/trattamento-cellule-mesenchimali/">Cellule mesenchimali: il trattamento rigenerativo per dolori articolari e muscolari</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="164" class="elementor elementor-164" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-ed7bf65 e-con e-atomic-element e-div-block-base e-default-div pp-article " data-id="ed7bf65" data-element_type="e-div-block" data-e-type="e-div-block" data-interaction-id="ed7bf65" data-e-type="e-div-block" data-id="ed7bf65">
    			<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="d32e6dc" data-e-type="widget" data-id="d32e6dc">Negli ultimi anni, l’uso delle cellule mesenchimali ha rivoluzionato il campo della medicina rigenerativa, diventando una promettente opzione terapeutica per chi soffre di dolori cronici a muscoli, tendini e articolazioni. Molti pazienti si rivolgono oggi a questo trattamento per evitare interventi chirurgici invasivi e accelerare i tempi di recupero, soprattutto in ambito ortopedico e fisioterapico.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="fcf5618" data-e-type="widget" data-id="fcf5618">Ma cosa sono le cellule mesenchimali, in che modo agiscono e chi può realmente beneficiarne? In questo articolo approfondiamo tutto ciò che è utile sapere per chi sta valutando di sottoporsi a un trattamento con cellule staminali mesenchimali.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="004b6fa" data-e-type="widget" data-id="004b6fa">Potrebbe interessarti anche: <a href="https://www.studiopiuperformance.it/artrosi-sintomi-cause-e-approcci-terapeutici-efficaci/">Artrosi: sintomi, cause e approcci terapeutici efficaci</a></p>
					<h2 data-interaction-id="a85c6e4" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="a85c6e4">Cellule mesenchimali: cosa sono?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="de8ede0" data-e-type="widget" data-id="de8ede0">Le cellule mesenchimali, anche chiamate cellule staminali mesenchimali, sono un tipo di cellule staminali adulte presenti in diversi tessuti del nostro organismo, in particolare nel midollo osseo, nel tessuto adiposo e nel cordone ombelicale. A differenza delle cellule embrionali, non presentano problemi etici nel loro utilizzo e sono prelevate direttamente dal paziente (autologhe) o da donatori (allogeniche).</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="8ae769e" data-e-type="widget" data-id="8ae769e">La loro particolarità è quella di potersi differenziare in diversi tipi di cellule specializzate, come osteoblasti (osso), condrociti (cartilagine), adipociti (grasso) e miociti (muscolo). Inoltre, hanno proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti, che le rendono ideali nel trattamento di patologie degenerative o infiammatorie.</p>
					<h2 data-interaction-id="764414f" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="764414f">Come funziona il trattamento con cellule staminali mesenchimali?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="69ca97d" data-e-type="widget" data-id="69ca97d">Il trattamento con cellule mesenchimali segue un protocollo specifico e sicuro. Il primo passo consiste nel prelievo delle cellule, solitamente dal tessuto adiposo o dal midollo osseo del paziente. Le cellule vengono poi isolate, purificate e concentrate in laboratorio, per essere successivamente reiniettate nella zona da trattare, come un’articolazione dolorante o un tendine lesionato.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="0de051a" data-e-type="widget" data-id="0de051a">L’iniezione può avvenire sotto guida ecografica per garantire precisione e massima efficacia. Una volta introdotte nel tessuto danneggiato, le cellule iniziano la loro azione rigenerativa: modulano l’infiammazione, stimolano la riparazione dei tessuti e favoriscono la rigenerazione cellulare.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="300568d" data-e-type="widget" data-id="300568d">Il paziente non necessita di anestesia generale, né di ricovero. Si tratta di una procedura ambulatoriale, minimamente invasiva, con tempi di recupero rapidi.</p>
					<h2 data-interaction-id="84b871b" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="84b871b">Quali patologie si possono trattare?</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="5c9d927" data-e-type="widget" data-id="5c9d927">L’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali è particolarmente indicato per diverse condizioni muscoloscheletriche, tra cui:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="9f64eee" data-e-type="widget" data-id="9f64eee"><ul><li>Artrosi, soprattutto del ginocchio, anca e spalla</li><li>Tendinopatie croniche (come l’epicondilite o la tendinopatia achillea)</li><li>Lesioni cartilaginee</li><li>Fasciti plantari resistenti</li><li>Borsiti e infiammazioni croniche articolari</li></ul></span>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="c1a6423" data-e-type="widget" data-id="c1a6423">In molti casi, questo approccio rigenerativo rappresenta un’alternativa efficace all’intervento chirurgico, specialmente quando i trattamenti convenzionali non hanno dato i risultati sperati.</p>
					<h3 data-interaction-id="7f9d3e6" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="7f9d3e6">A chi è consigliato il trattamento con cellule mesenchimali?</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="a01ac99" data-e-type="widget" data-id="a01ac99">Il trattamento con mesenchimali è adatto a pazienti che soffrono di dolori articolari o muscolari cronici, che hanno già provato fisioterapia, farmaci antinfiammatori o infiltrazioni tradizionali senza benefici duraturi. È particolarmente indicato per chi desidera ridurre l’infiammazione e stimolare la guarigione in modo naturale, evitando o posticipando soluzioni chirurgiche.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="7129988" data-e-type="widget" data-id="7129988">Tuttavia, non tutti i pazienti sono candidati ideali. È necessaria una valutazione medica specialistica per verificare la fattibilità del trattamento, l’entità del danno e le reali possibilità di recupero.</p>
					<h2 data-interaction-id="c28ebd7" class="pp-article-h2 e-heading-base e-default-h2" data-e-type="widget" data-id="c28ebd7">L'importanza della fisioterapia nel post-trattamento</h2>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="0d366df" data-e-type="widget" data-id="0d366df">Dopo l’iniezione di cellule mesenchimali, è fondamentale seguire un percorso fisioterapico personalizzato per massimizzare i benefici del trattamento. La fisioterapia, infatti, guida il processo rigenerativo e favorisce il recupero funzionale attraverso esercizi mirati, tecniche manuali e trattamenti strumentali.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="341c649" data-e-type="widget" data-id="341c649">Presso Studio +Performance, i nostri fisioterapisti collaborano con i medici ortopedici per impostare un programma riabilitativo progressivo, incentrato sul rinforzo muscolare, sulla mobilità articolare e sul controllo del dolore. Ogni piano è costruito in base alle esigenze specifiche del paziente, con obiettivi realistici e misurabili.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="445dcc3" data-e-type="widget" data-id="445dcc3">Nei primi giorni dopo il trattamento, si preferisce un approccio conservativo, evitando carichi eccessivi sulla zona trattata. Progressivamente, si introducono esercizi attivi, lavoro propriocettivo e, infine, attività di ritorno allo sport o alle normali attività quotidiane.</p>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/trattamento-cellule-mesenchimali/">Cellule mesenchimali: il trattamento rigenerativo per dolori articolari e muscolari</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
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		<title>Tendinite: sintomi, cause e approcci terapeutici efficaci</title>
		<link>https://www.studiopiuperformance.it/tendinite-sintomi-cause-e-approcci-terapeutici-efficaci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[+ Performance]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 10:39:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ginocchio]]></category>
		<category><![CDATA[Gomito]]></category>
		<category><![CDATA[Piede e caviglia]]></category>
		<category><![CDATA[Spalla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tendinite: sintomi, cause e approcci terapeutici efficaci La tendinite, o correttamente definita &#8220;tendinopatia&#8221;, rappresenta una problematica associata ai tendini, le strutture che collegano i muscoli alle ossa e facilitano la trasmissione del movimento alle articolazioni. Le articolazioni più comunemente coinvolte includono la spalla (cuffia dei rotatori), il gomito (epicondilite), il ginocchio (tendinite rotulea) e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/tendinite-sintomi-cause-e-approcci-terapeutici-efficaci/">Tendinite: sintomi, cause e approcci terapeutici efficaci</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="180" class="elementor elementor-180" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-c2a7968 e-con e-atomic-element e-div-block-base e-default-div pp-article " data-id="c2a7968" data-element_type="e-div-block" data-e-type="e-div-block" data-interaction-id="c2a7968" data-e-type="e-div-block" data-id="c2a7968">
    			<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="9e11d2c" data-e-type="widget" data-id="9e11d2c"><strong>Tendinite: sintomi, cause e approcci terapeutici efficaci</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="118405a" data-e-type="widget" data-id="118405a">La tendinite, o correttamente definita "tendinopatia", rappresenta una problematica associata ai tendini, le strutture che collegano i muscoli alle ossa e facilitano la trasmissione del movimento alle articolazioni. Le articolazioni più comunemente coinvolte includono la spalla (cuffia dei rotatori), il gomito (epicondilite), il ginocchio (tendinite rotulea) e la caviglia (tendine d'Achille).</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="3c19e71" data-e-type="widget" data-id="3c19e71"><strong>Sintomi della tendinite:</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="a193c4b" data-e-type="widget" data-id="a193c4b">La tendinite è considerata acuta quando si manifesta di recente, spesso in seguito a un trauma. Al contrario, diventa cronica quando i sintomi persistono nel tempo, spesso a causa della ripetizione prolungata di un movimento o sforzo.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="af34cf6" data-e-type="widget" data-id="af34cf6"><strong>Sintomi tipici:</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="ebc2026" data-e-type="widget" data-id="ebc2026">Il dolore caratteristico delle tendiniti è avvertito all'inizio di un'attività o nei primi movimenti che coinvolgono il tendine interessato. Il dolore tende a diminuire durante l'attività o con la ripetizione del movimento doloroso. In molte situazioni, il dolore è più pronunciato al mattino e può essere accompagnato da rigidità.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="4991ab9" data-e-type="widget" data-id="4991ab9"><strong>Insorgenza del dolore da tendinite:</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="ff574e2" data-e-type="widget" data-id="ff574e2">Il dolore da tendinite, quando acuto, si presenta improvvisamente con un possibile stato infiammatorio evidenziato da gonfiore, rossore e calore al tatto. Spesso, l'insorgenza della tendinopatia è graduale e progressiva, senza una chiara memoria di un evento specifico che abbia innescato il dolore.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="3a3c8a7" data-e-type="widget" data-id="3a3c8a7"><strong>Trattamento della tendinite:</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="bf2c14a" data-e-type="widget" data-id="bf2c14a">Le terapie fisiche tradizionali come laser e ultrasuoni hanno dimostrato limitata efficacia nel lungo termine nel trattamento delle tendiniti. Attualmente, la fisioterapia con approcci focalizzati sul riequilibrio dei carichi mediante esercizi specifici è considerata il trattamento consigliato. Talvolta, risultano efficaci anche terapie come le onde d'urto. In casi di dolore estremamente acuto, le infiltrazioni di corticosteroidi possono essere considerate, sebbene a lungo termine possano rivelarsi dannose per la struttura del tendine.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="1723199" data-e-type="widget" data-id="1723199">In conclusione, affrontare la tendinite richiede una valutazione accurata dei sintomi, seguita da un approccio terapeutico personalizzato, focalizzato sul riequilibrio e il potenziamento, evitando soluzioni che possano compromettere la salute a lungo termine dei tendini.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="6f18c10" data-e-type="widget" data-id="6f18c10"><strong>Il caso clinico</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="fa74576" data-e-type="widget" data-id="fa74576">Leggi anche <a href="https://www.studiopiuperformance.it/superare-la-tendinopatia-dachille-con-la-riabilitazione-personalizzata/">la storia di Francesco</a> e approfondisci le tappe dei suoi miglioramenti grazie al nostro team di fisioterapisti</p>
					<a href="https://www.studiopiuperformance.it/superare-la-tendinopatia-dachille-con-la-riabilitazione-personalizzata/" target="_self" class="pp-btn pp-btn-primary e-button-base e-default-a" data-interaction-id="1933918" data-e-type="widget" data-id="1933918">
	Il caso clinico di Francesco
</a>
		
</div>
		</div>
		<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/tendinite-sintomi-cause-e-approcci-terapeutici-efficaci/">Tendinite: sintomi, cause e approcci terapeutici efficaci</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
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		<title>Epicondilite: sintomi, cause e trattamenti efficaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[+ Performance]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 14:22:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[Gomito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Epicondilite: sintomi, cause e trattamenti efficaci L&#8217;epicondilite, noto anche come dolore laterale del gomito o gomito del tennista, è una condizione dolorosa causata dall&#8217;infiammazione dei tendini dei muscoli che estendono il polso e le dita. Riconoscere i sintomi in modo tempestivo è cruciale per una diagnosi e un trattamento efficaci. Scopri di più su questa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/epicondilite-sintomi-cause-e-trattamenti-efficaci/">Epicondilite: sintomi, cause e trattamenti efficaci</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="183" class="elementor elementor-183" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-3b70b3a e-con e-atomic-element e-div-block-base e-default-div pp-article " data-id="3b70b3a" data-element_type="e-div-block" data-e-type="e-div-block" data-interaction-id="3b70b3a" data-e-type="e-div-block" data-id="3b70b3a">
    			<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="2b840c6" data-e-type="widget" data-id="2b840c6">Epicondilite: sintomi, cause e trattamenti efficaci</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="2cd1586" data-e-type="widget" data-id="2cd1586">L'epicondilite, noto anche come dolore laterale del gomito o gomito del tennista, è una condizione dolorosa causata dall'infiammazione dei tendini dei muscoli che estendono il polso e le dita. Riconoscere i sintomi in modo tempestivo è cruciale per una diagnosi e un trattamento efficaci. Scopri di più su questa condizione e come affrontarla.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="1437450" data-e-type="widget" data-id="1437450"><strong>Sintomi dell'epicondilite:</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="9c07a75" data-e-type="widget" data-id="9c07a75">I sintomi dell'epicondilite si concentrano sulla porzione esterna del gomito e si manifestano spesso in attività manuali ripetitive, come lavori di presa e di tenuta. Attività quotidiane come stirare, lavare i vetri e pavimenti, trasportare oggetti pesanti o utilizzare attrezzi come cacciaviti, trapani o martelli possono contribuire al suo sviluppo. Il dolore iniziale può essere legato a specifiche attività, ma con il tempo diventa costante e sordo, indipendentemente dall'attività svolta.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="deef580" data-e-type="widget" data-id="deef580"><strong>Insorgenza del dolore:</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="61ee6c5" data-e-type="widget" data-id="61ee6c5">L'epicondilite si sviluppa a causa di ripetuti movimenti manuali non abituati o un aumento della quantità di lavoro svolto con l'arto interessato. Inizialmente, il dolore si manifesta dopo l'attività, ma con il tempo diventa sempre più costante e può presentarsi anche durante attività quotidiane apparentemente innocue, come lavarsi i denti.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="9ea556a" data-e-type="widget" data-id="9ea556a"><strong>Trattamento efficace:</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="aee1e86" data-e-type="widget" data-id="aee1e86">Il trattamento iniziale dell'epicondilite spesso coinvolge approcci farmacologici e l'uso di tutori compressivi sull'area interessata. Tuttavia, è importante notare che tali soluzioni possono offrire sollievo solo a breve termine e possono persino causare danni nel lungo periodo.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="3da7057" data-e-type="widget" data-id="3da7057">Le terapie fisiche, come la laserterapia a bassa intensità (con effetti limitati nel breve termine) e le onde d'urto focali, sono spesso utilizzate nelle fasi iniziali del trattamento. Tuttavia, per un sollievo a lungo termine, le isometrie e gli esercizi terapeutici eccentrici, combinati con il riequilibrio dei carichi, rappresentano l'opzione terapeutica più efficace.</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="7f671ee" data-e-type="widget" data-id="7f671ee">In sintesi, comprendere i sintomi, le cause e adottare un trattamento mirato fin dalle fasi iniziali è cruciale per gestire e superare l'epicondilite. Approcci terapeutici mirati, basati sull'esercizio e sulla riabilitazione, offrono soluzioni sostenibili per il benessere a lungo termine del paziente."</p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="e9af299" data-e-type="widget" data-id="e9af299"><strong>Il caso clinico</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="9549c93" data-e-type="widget" data-id="9549c93">Leggi anche <a href="https://www.studiopiuperformance.it/superare-lepicondilite-con-la-riabilitazione-personalizzata/">la storia di Andrea</a> e approfondisci le tappe dei suoi miglioramenti grazie al nostro team di fisioterapisti</p>
					<a href="https://www.studiopiuperformance.it/superare-lepicondilite-con-la-riabilitazione-personalizzata/" target="_self" class="pp-btn pp-btn-primary e-button-base e-default-a" data-interaction-id="24a35cf" data-e-type="widget" data-id="24a35cf">
	Il caso clinico di Andrea
</a>
		
</div>
		</div>
		<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/epicondilite-sintomi-cause-e-trattamenti-efficaci/">Epicondilite: sintomi, cause e trattamenti efficaci</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
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		<title>La storia di Andrea: superare l&#8217;epicondilite con la riabilitazione personalizzata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[+ Performance]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 13:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caso clinico]]></category>
		<category><![CDATA[Gomito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia di Andrea: superare l&#8217;epicondilite con la riabilitazione personalizzata Andrea, un elettricista di 52 anni e lavoratore autonomo, si è visto costretto a interrompere la sua pratica sportiva a causa di un dolore persistente al gomito. Pratica il tennis nel tempo libero e, da qualche anno, utilizza un tutore al gomito per proteggere l&#8217;articolazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studiopiuperformance.it/superare-lepicondilite-con-la-riabilitazione-personalizzata/">La storia di Andrea: superare l&#8217;epicondilite con la riabilitazione personalizzata</a> proviene da <a href="https://www.studiopiuperformance.it">+ Performance</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="186" class="elementor elementor-186" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-b303f43 e-con e-atomic-element e-div-block-base e-default-div pp-article " data-id="b303f43" data-element_type="e-div-block" data-e-type="e-div-block" data-interaction-id="b303f43" data-e-type="e-div-block" data-id="b303f43">
    			<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="32ffe29" data-e-type="widget" data-id="32ffe29"><strong>La storia di Andrea: superare l'epicondilite con la riabilitazione personalizzata</strong></p>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="ffd6f23" data-e-type="widget" data-id="ffd6f23">Andrea, un elettricista di 52 anni e lavoratore autonomo, si è visto costretto a interrompere la sua pratica sportiva a causa di un dolore persistente al gomito. Pratica il tennis nel tempo libero e, da qualche anno, utilizza un tutore al gomito per proteggere l'articolazione durante l'attività sportiva. Il problema si è acutizzato mentre si trovava ad affrontare un grande cantiere da completare in un breve periodo e senza l'aiuto del suo collaboratore in malattia.</p>
					<h3 data-interaction-id="627b41a" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="627b41a">Il percorso di Andrea</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="da74315" data-e-type="widget" data-id="da74315">Il dolore al gomito, in sede laterale, si manifestava al risveglio al mattino e alla sera dopo il lavoro. Negli ultimi giorni, si è intensificato, interferendo con il suo riposo notturno e persino durante la pratica del tennis, costringendolo a interrompere l'attività.</p>
					<h3 data-interaction-id="7bb3860" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="7bb3860">Diagnosi e valutazione</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="1b4da0f" data-e-type="widget" data-id="1b4da0f">Dopo aver consultato il medico e aver provato senza successo l'applicazione di una pomata, Andrea si è rivolto a noi. Una dettagliata valutazione ha portato alla diagnosi funzionale di epicondilite. Sono stati misurati con precisione i valori di mobilità e forza muscolare, inseriti nella sua cartella riabilitativa, e successivamente elaborato un progetto riabilitativo.</p>
					<img decoding="async" class="e-image-base e-default-img pp-img-rounded" data-interaction-id="3cb9835" data-e-type="widget" data-id="3cb9835" id="39" src="https://www.studiopiuperformance.it/wp-content/uploads/2023/11/Epicondilite.jpeg" width="300" height="250" srcset="" alt="+ Performance"/>					<h3 data-interaction-id="61a1172" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="61a1172">Trattamento personalizzato</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="9269869" data-e-type="widget" data-id="9269869">Le prime sedute di educazione ed esercizio terapeutico isometrico, con carichi computer-controllati, hanno già apportato benefici. Nel giro di poche settimane, con l'introduzione dell'esercizio eccentrico utilizzando attrezzature intelligenti in grado di differenziare il carico durante la "frenata" del movimento, il dolore si è completamente risolto.</p>
					<h3 data-interaction-id="5be4bf5" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="5be4bf5">Consulenza e ritorno all'attività</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="9326dff" data-e-type="widget" data-id="9326dff">Una volta risolta la problematica, Andrea è stato consigliato di continuare il percorso con i nostri personal trainer specializzati per potenziare la forza e la confidenza nell'avambraccio e nell'arto superiore in generale.</p>
					<h3 data-interaction-id="4bbe4af" class="pp-article-h3 e-heading-base e-default-h3" data-e-type="widget" data-id="4bbe4af">Il ritorno alla normalità</h3>
					<p class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="fe2110d" data-e-type="widget" data-id="fe2110d">Andrea ha ripreso al 100% l'attività lavorativa e sportiva, senza l'utilizzo del tutore al gomito. La sua storia dimostra che, con una riabilitazione personalizzata e adeguata, è possibile superare le sfide fisiche e tornare alle attività quotidiane senza limitazioni. Se anche tu stai affrontando problemi simili, contattaci per scoprire come possiamo aiutarti a recuperare la tua piena mobilità e benessere.</p>
		
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		<title>Sintomi tendinite e terapie</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 20:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Ginocchio]]></category>
		<category><![CDATA[Gomito]]></category>
		<category><![CDATA[Mano e polso]]></category>
		<category><![CDATA[Piede e caviglia]]></category>
		<category><![CDATA[Spalla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tendinite è un problema comune che colpisce molte persone, in particolare coloro che sono attivi o praticano sport. Questa condizione, se trascurata, può diventare debilitante e limitare notevolmente la qualità della vita. In questo articolo, esploreremo i sintomi della tendinite e le terapie efficaci che i fisioterapisti possono offrire per aiutare i pazienti a [&#8230;]</p>
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				<div class="elementor-element elementor-element-8a16a06 e-con e-atomic-element e-div-block-base e-default-div pp-article " data-id="8a16a06" data-element_type="e-div-block" data-e-type="e-div-block" data-interaction-id="8a16a06" data-e-type="e-div-block" data-id="8a16a06">
    			<p class="pp-article-text pp-text-dark e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="1712fb1" data-e-type="widget" data-id="1712fb1">La tendinite è un problema comune che colpisce molte persone, in particolare coloro che sono attivi o praticano sport. Questa condizione, se trascurata, può diventare debilitante e limitare notevolmente la qualità della vita. In questo articolo, esploreremo i sintomi della tendinite e le terapie efficaci che i fisioterapisti possono offrire per aiutare i pazienti a recuperare e tornare in forma.</p>
					<p class="pp-article-text pp-text-dark e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="e8dd5e5" data-e-type="widget" data-id="e8dd5e5"><strong>Sintomi della Tendinite</strong></p>
					<p class="pp-article-text pp-text-dark e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="4b8c5bd" data-e-type="widget" data-id="4b8c5bd">La tendinite è l'infiammazione dei tendini, che sono le fibre fibrose che collegano i muscoli alle ossa. Questa infiammazione può verificarsi in diverse parti del corpo, ma le aree più comunemente coinvolte includono la spalla, il gomito, il polso, il ginocchio e la caviglia. I sintomi della tendinite possono variare a seconda dell'area colpita, ma ci sono alcune caratteristiche comuni:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="53a3dd5" data-e-type="widget" data-id="53a3dd5"><ol><li><strong>Dolore:</strong> Il sintomo più evidente è il dolore. Il dolore tende ad essere localizzato nella zona in cui si trova il tendine infiammato ed è spesso descritto come un dolore sordo o pulsante.</li><li><strong>Rigidità:</strong> La zona affetta può diventare rigida, rendendo difficile il movimento. La rigidità è spesso più evidente al mattino o dopo un periodo di inattività.</li><li><strong>Gonfiore:</strong> L'infiammazione dei tendini può causare gonfiore e arrossamento nella zona colpita.</li><li><strong>Debolezza muscolare:</strong> La tendinite può indebolire i muscoli collegati al tendine infiammato, portando a una diminuzione della forza.</li><li><strong>Scarsa performance:</strong> Le persone che praticano sport possono notare una diminuzione delle prestazioni, poiché la tendinite può ostacolare il movimento e causare disagio.</li></ol></span>
					<p class="pp-article-text pp-text-dark e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="bf5ae7e" data-e-type="widget" data-id="bf5ae7e"><strong>Terapie Efficaci per la Tendinite</strong></p>
					<p class="pp-article-text pp-text-dark e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="6a5e692" data-e-type="widget" data-id="6a5e692">I fisioterapisti giocano un ruolo cruciale nel trattamento della tendinite. Ecco alcune delle terapie efficaci che possono offrire:</p>
					<span class="pp-article-text e-paragraph-base e-default-span" data-interaction-id="2cf6bf7" data-e-type="widget" data-id="2cf6bf7"><ol><li><strong>Valutazione e diagnosi precisa:</strong> Il primo passo è una valutazione accurata della condizione. Il fisioterapista esaminerà la zona colpita e raccoglierà informazioni dettagliate sui sintomi per stabilire una diagnosi precisa.</li><li><strong>Fisioterapia:</strong> Una serie di esercizi mirati per rafforzare i muscoli circostanti e migliorare la mobilità articolare. La fisioterapia aiuta a prevenire la recidiva della tendinite.</li><li><strong>Terapie manuali:</strong> I fisioterapisti possono utilizzare tecniche manuali come il massaggio terapeutico per alleviare il dolore e il gonfiore.</li><li><strong>Ultrasuoni e terapie fisiche:</strong> Questi trattamenti possono aiutare a promuovere il flusso sanguigno nella zona colpita, accelerando il processo di guarigione.</li><li><strong>Tecniche di rieducazione:</strong> I pazienti possono apprendere come evitare movimenti o posture che aggravano la tendinite e ricevere consigli sulla gestione a lungo termine della condizione.</li><li><strong>Terapie complementari:</strong> In alcuni casi, il fisioterapista può consigliare terapie complementari come il riposo, l'uso di dispositivi di supporto, o l'applicazione di ghiaccio o calore per ridurre il dolore e l'infiammazione.</li></ol></span>
					<p class="pp-article-text pp-text-dark e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="336749b" data-e-type="widget" data-id="336749b"><strong>Conclusioni</strong></p>
					<p class="pp-article-text pp-text-dark e-paragraph-base e-default-p" data-interaction-id="21d5397" data-e-type="widget" data-id="21d5397">La tendinite è una condizione fastidiosa, ma con il trattamento appropriato, la maggior parte delle persone può recuperare completamente. I fisioterapisti sono professionisti esperti nel trattamento della tendinite e nella gestione del dolore. Se si sospetta di avere la tendinite, non esitate a cercare assistenza medica. La diagnosi precoce e il trattamento adeguato possono accelerare il processo di guarigione e migliorare la qualità della vita. Non permettere alla tendinite di limitare le tue attività quotidiane o sportive - con l'aiuto di un fisioterapista, è possibile tornare in forma e vivere senza dolore.</p>
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