Una frattura del polso (il classico “polso rotto”) spesso nasce da una caduta banale: istintivamente porti la mano in avanti per proteggerti e, subito dopo, arrivano dolore intenso e difficoltà a muovere la mano. Dopo la fase più impegnativa del gesso, si apre il capitolo decisivo: il recupero del polso, dove la fisioterapia è fondamentale per ritrovare mobilità, forza e sicurezza.
In breve
- Sintomi tipici: dolore immediato, gonfiore, lividi, difficoltà a muovere/afferrare; a volte deformità evidente.
- La diagnosi si conferma con raggi X; in alcuni casi servono TC o RM se la frattura è complessa.
- Se la frattura è composta (frammenti in asse): spesso gesso/tutore rigido. Se è scomposta/instabile: possibile intervento (placche/viti/fili).
- Dopo la rimozione del gesso è normale avere polso rigido, gonfio e debole: la fisioterapia guida un recupero progressivo.
Frattura del polso: come succede (cause più comuni)
La maggior parte delle fratture al polso avviene durante una caduta con la mano tesa verso il terreno. È un riflesso naturale, ma mette sotto stress l’articolazione: può cedere soprattutto dopo i 50 anni o in condizioni di scarsa densità ossea. Non mancano i traumi sportivi, specie negli sport di contatto o in quelli con cadute veloci (sci, ciclismo).
Sintomi frattura del polso e diagnosi
Il dolore immediato è spesso il primo segnale, accompagnato da gonfiore rapido, lividi e difficoltà a muovere la mano o afferrare anche oggetti leggeri. A volte si nota una deformità evidente del polso.
La diagnosi si basa sui raggi X, talvolta accompagnati da TC o RM se la frattura è complessa. Oltre a capire se l’osso è rotto, questi esami permettono di stabilire se i frammenti sono “in asse”, informazione cruciale per decidere il trattamento.
Microfrattura del polso (o frattura “piccola”): non sempre le fratture si presentano con deformità evidente; in alcuni casi il dolore può essere meno eclatante, ma la valutazione clinica e l’imaging restano decisivi.
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Frattura composta vs frattura scomposta: cosa cambia nel trattamento
Quando i frammenti ossei sono ben allineati e tendenzialmente stabili (come una frattura del polso composta), il percorso è generalmente conservativo: immobilizzazione con gesso o tutore rigido per alcune settimane.
Se invece la frattura è scomposta o instabile, l’ortopedico può intervenire con placche, viti o fili metallici per ripristinare l’anatomia del polso.
Nel quotidiano la differenza si percepisce soprattutto nella fase post-gesso: chi ha subito un intervento tende ad avere rigidità e gonfiore per periodi un po’ più lunghi, ma può riprendere
Vivere con il gesso al polso
Il gesso potrebbe complicare alcuni aspetti della vita quotidiana: lavarsi, vestirsi, cucinare o anche solo prendere un bicchiere d’acqua richiede spesso più tempo e pazienza. Durante questo periodo è normale sentire leggeri e sporadici formicolii o una certa “pesantezza” della mano, così come è normale notare un lieve gonfiore delle dita: conviene contenerlo muovendo delicatamente le dita più volte al giorno per favorire la circolazione.
Rimozione del gesso: cosa succede davvero
Il giorno in cui ti tolgono il gesso è liberatorio, ma anche sorprendente: il polso appare diverso, rigido, gonfio e impacciato. È una reazione fisiologica dovuta all’immobilità prolungata.
Dopo settimane senza muoversi, l’articolazione perde elasticità. I primi tentativi di flessione o estensione sembrano quasi impossibili anche per la presenza di dolore, ma questo fa parte del processo. Il gonfiore è normale: i tessuti si devono riadattare al movimento e alla gravità.
Con esercizi mirati e una buona tecnica di automassaggio, il gonfiore inizia a ridursi in pochi giorni. Il dolore iniziale è solitamente “meccanico”: emerge quando provi a muovere, non quando il polso è fermo. Con il lavoro fisioterapico, anche questo tende a ridursi progressivamente.
Fisioterapia dopo il gesso: come funziona davvero
La fisioterapia è la parte più importante del recupero del polso. Non basta “muoverlo un po’”: serve un lavoro guidato, graduale e personalizzato.
1) Prime settimane: recupero del movimento
Inizialmente si lavora su movimenti leggeri: flessione, estensione, deviazioni laterali e rotazioni (prono-supinazione) dell’avambraccio. L’obiettivo è insegnare di nuovo all’articolazione a muoversi senza dolore e senza paura.
Che esercizi fare dopo una frattura al polso?
Dopo una frattura, gli esercizi di riabilitazione del polso devono essere dolci, progressivi e senza forzare, soprattutto nelle prime settimane dopo la rimozione del gesso/tutore. Se non hai controindicazioni specifiche da parte del medico o del fisioterapista, questi sono esempi pratici di esercizi per riabilitazione polso (utili anche per la frattura polso riabilitazione a casa).
- Piccoli movimenti assistiti (anche in acqua tiepida, se indicato)
- Auto-mobilizzazioni dolci su un piano
- Rotazioni dell’avambraccio senza carico (prono-supinazione)
2) Recupero della forza
Quando il movimento diventa più fluido, si introducono palline morbide, elastici e carichi leggeri. Non è raro che la mano sembri molto debole: è temporaneo, perché i muscoli hanno perso tono durante l’immobilizzazione.
3) Ritorno alle attività quotidiane
Dal sollevare una bottiglia al ruotare una chiave nella serratura: ogni gesto diventa parte dell’allenamento. È importante progredire senza forzare, usando sempre più frequentemente l’arto colpito.
4) Attività sportiva e carichi maggiori
Gli esercizi diventano più specifici (presa, appoggi progressivi, movimenti funzionali): il polso deve tornare non solo a muoversi, ma a sostenere lo stile di vita del paziente.
Tempi di recupero: cosa aspettarsi davvero
Il recupero completo può variare molto. In media:
- 4–6 settimane dalla rimozione del gesso/tutore per recuperare una buona mobilità
- 2–3 mesi dalla rimozione del gesso/tutore per ritrovare la forza
- 3–4 mesi dalla rimozione del gesso/tutore per tornare ai gesti più complessi
Dopo un intervento chirurgico questi tempi possono allungarsi leggermente, ma il vantaggio è una maggiore stabilità dell’osso fin da subito.
FAQ – Domande frequenti su frattura del polso
Quali sono i sintomi di un polso rotto? Dolore immediato, gonfiore, lividi, difficoltà a muovere/afferrare; in alcuni casi deformità evidente.
Frattura del polso composta: serve sempre il gesso? Se i frammenti sono in asse e stabili, il percorso è spesso conservativo con gesso o tutore rigido per alcune settimane.
Frattura scomposta del polso: gesso o intervento? Se è scomposta/instabile, l’ortopedico può indicare l’intervento con mezzi di sintesi (placche, viti o fili) per ripristinare l’anatomia.
Polso gonfio dopo rimozione gesso: è normale? Sì, è comune che il polso sia gonfio, rigido e “impacciato” dopo l’immobilità. Con esercizi mirati e automassaggio, il gonfiore tende a ridursi in pochi giorni.
Distorsione o frattura del polso: come capirlo? I sintomi possono assomigliarsi (dolore, gonfiore), ma se gonfiore e dolore persistono dopo una caduta è prudente fare valutazione clinica e radiografia per confermare/escludere frattura.
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